Sono l’amore, il tempo e le attenzioni

 

I nostri bambini hanno bisogno più di ogni altra cosa di amore e questo lo si dimostra facendo sentire il nostro impegno, la nostra responsabilità e la nostra disciplina. Non un amore sdolcinato e fanciullesco, ma maturo, presente e attento. Un amore che si manifesta ogni giorno, grazie a tutta la preparazione che abbiamo dedicato a questo enorme impegno, quando abbiamo deciso di diventare genitori e prenderci cura di un essere spirituale per una ventina d’anni.

E’ il più grande regalo che possiamo fare ad un figlio.

Dedicare a loro la nostra attenzione, il nostro tempo e il nostro amore.

Fin da piccoli hanno bisogno di tante cure, di tante attenzioni, dal cibo con un’alimentazione bilanciata ed energetica, a una vita sana fatta di movimento, attività all’aria aperta, giochi e solarità.

Il cibo e la vita sana sono fondamentali per quanto riguarda le esigenze del corpo fisico che, comunque, è soltanto una delle tre parti fondamentali e primarie dell’uomo come vedremo meglio in altri articoli.

Ogni persona è formata da un corpo, da una mente, e da una componente spirituale dalla quale prendere ispirazione per guidare la propria vita.

E avere cura di noi stessi e del nostro bambino vuol dire prendersi cura di una di ognuna di queste tre aree.

Queste parti ovviamente non sono indipendenti, sono tutte correlate l’una all’altra, intrecciate, ne sono la dimostrazione le famose malattie psicosomatiche che nascono prima da uno squilibrio spirituale, si sviluppano nella nostra mente da pensieri ed emozioni negative, e poi dopo si manifestano nel corpo fisico.

 

 

Come si intrecciano le varie componenti dell’individuo?

 

Ecco qualche esempio di come certe situazioni possono andare a coinvolgere le 3 parti dell’essere umano.

La scena è questa, torniamo dal lavoro, una giornata pesante, ci sentiamo affaticati nel fisico e giù mentalmente. Poi, ci basta una doccia calda o fresca e anche il nostro umore muta, sembra che le energie negative e stressanti assorbite in quell’ambiente lavorativo siano scivolate via. Tutto cambia, migliora e ci sentiamo più vigorosi, sia fisicamente, che mentalmente, che di spirito.

Prendiamo ancora come esempio la stanchezza fisica, siamo a pezzi. Poi passiamo magari una mezz’ora ad ascoltare una bella musica rilassante oppure a fare delle risate con degli amici, o riceviamo una telefonata da una cara persona che ci propone qualcosa di stimolante e subito immediatamente anche la nostra energia del corpo ne guadagna. Ci sentiamo meno stanchi e siamo pronti a fare delle attività anche se fino ad un secondo prima ci sentivamo privi di energie.

Questo perché lo spirito e la mente possono controllare il corpo e se gli comandano di non essere stanco, lui non può fare altro che obbedire. Lo vediamo bene ad esempio in oriente con i fachiri o i monaci tibetani, e non solo, cosa si può fare attraverso il corpo grazie al controllo della mente e dello spirito.

 

Quando hai una meta, un obiettivo, e fai qualcosa che ti da soddisfazione, non senti la fatica, sei sveglio e vigile per ore e ore. Il tuo spirito è forte e decide di mandare al corpo informazioni tali da renderlo efficiente.

 

Pratiche di lavoro su di sé

 

In oriente, infatti, sono comuni le tecniche che consentono di lavorare su queste aree contemporaneamente, come ad esempio lo yoga o la meditazione che permettono di avere benefici su ognuno di questi livelli.

Da noi non se ne sente molto parlarne e capisco chi crede che siano cose fuori dal mondo, considerato che non fanno parte delle nostre tradizioni.

Nonostante tutto, stanno prendendo piede e sono più diffuse, magari in passato si parlava più di training autogeno, mentre adesso, anche la meditazione è sempre più sdoganata.

Negli Stati Uniti invece già da tempo i più grandi manager, i più grandi innovatori, i più grandi investitori dichiarano tutti di praticare forme di concentrazione o meditazione mutuate dall’oriente. Queste gli permettono di ottenere maggiori risultati sa in ambito business che nella gestione familiare.

Ma attenzione, tante di queste pratiche vengono estratte dalle originali in oriente, usate, minimizzate, liofilizzate ad uso del pubblico occidentale, dei suoi ritmi e tempi. Lo Yoga che si insegna in Italia non centra nulla con quanto si pratica in India da millenni… da noi è ridotto a un ora di esercizietti qualche volta a settimana, là è una pratica costante, uno stile di vita disciplinato da applicare durante tutte le 24 ore. Per cui cerchiamo di essere sempre consapevoli quando decidiamo di iniziare pratiche utilissime che magari non conosciamo.

 

 

Come prendersi cura della mente

 

Se per sistemare un problema fisico che può essere un fastidio ad un dente andiamo dal dentista. Anche per prenderci cura della nostra mente, del nostro spirito e di quello del bambino dobbiamo intervenire, nonostante queste ultime non presentano sintomi esterni.

In che modi? Coltivando un attività che rende soddisfatti, come l’arte, il volontariato, l’insegnamento, o dedicandoci allo studio, alla lettura di testi che ci invitano alla riflessione, al pensiero critico, alla Tradizione, alla spiritualità. O ancora qualcosa di più fisico come l’abbraccio di una persona cara, che stimola la serotonina “l’ormone del buon umore”. Oppure la ginnastica, una camminata, l’orto, la cucina. E ancora la meditazione, le arti marziali, e pratiche di benessere psicofisiche orientali.

La mente rappresenta la nostra capacità di organizzare le idee, di creare piani per attuarli poi nel mondo fisico. È la capacità di comporre relazioni e connessioni tra le varie aree della vita, che possono comprendere la capacità di risolvere problemi, l’immaginazione, la fantasia e la comunicazione.

Quanto più questa rete di relazioni è complessa tanto più la nostra intelligenza cresce.

Il nostro ruolo di genitori è fondamentale, per svilupparla in nostro figlio.

 

Quindi cosa possiamo fare? 

 

Prima di tutto, a seconda delle età, proporre continuamente ai nostri figli nuovi stimoli, visivi, sensoriali, tattili, emozionali, sorprenderli, far si che non diano mai niente per scontato. Senza esagerare e senza che si trovi sballottato da una parte all’altra tutto il pomeriggio per seguire corsi o fare attività.

Il bambino ha bisogno di una ripetitività delle giornate, delle attività che deve svolgere, degli orari in cui si susseguono gli impegni. Questo perché attraverso una routine costante trova dei riferimenti, si sa organizzare e cresce con le sue certezze.

I momenti di pausa, di raccolta sono essenziali, lo stimolo da solo non basta, il bambino deve avere tutto il tempo di metabolizzare ciò che apprende. Deve scoprirlo, valutarlo, elaborarlo, rielaborarlo e trasformarlo di volta in volta a seconda della sua immaginazione.

Oltre a questo non bisogna mai porre i bambini di fronte ad un problema per poi farli arrivare alla nostra soluzione. Se notiamo che nostro figlio di fronte a un problema cerca una strada che non abbiamo valutato, pensato e non riteniamo corretta, se non ci sono pericoli, lasciamolo fare.

Se non porterà a nulla, pazienza, sarà stata comunque esperienza, un momento utile per apprendere. Inoltre esiste sempre la possibilità che possa trovare una soluzione diversa e innovativa alla quale non avevamo pensato. Lasciamoci ispirare dal loro istinto non condizionato da conoscenze pregresse, innamoriamoci della loro creatività.

 

Le attività che fa il bambino servono per lui

 

Una cosa importante, quando si propone qualcosa di nuovo è vedere e osservare l’attitudine del bambino verso quella novità. Potremmo notare una spiccata propensione per la musica, il ballo classico, il canto, o una buona manualità per il disegno. Una volta individuata questa attitudine è importante supportarlo e stimolarlo.

Ovviamente anche qui senza esagerare, senza dare l’impressione che ci siano aspettative alte verso i suoi risultati figlio. Il bambino deve rendersi conto che non lo sta facendo per noi ma per lui, praticare e sviluppare questa attività lo diverte e gli dà soddisfazione. Deve anche percepire che noi siamo felici perché lo è lui.

 

 

Oppure ancora riempirlo di elogi e complimenti per i successi che ottiene, per il modo in cui si comporta, e non per quello che è, può creare ansia e stress. Dato che nel giovane può sorgere l’idea che lui vale solo perché riesce a far bene ciò che ci si aspetta da lui, e se un giorno dovesse arrivare un fallimento potrebbe non essere in grado di gestirlo e perdersi, come succede a tanti ragazzi dal potenziale elevato.

 

Raccontare le nostre storie personali crea molta complicità tra genitori e figli

 

A seconda delle età del bambino, fermiamoci a parlare con lui e descrivere episodi vissuti in ambito scolastico o con gli amici. Specificando anche come ci siamo sentiti, cosa abbiamo provato, come abbiamo agito, a cosa ci hanno portato determinate scelte e le conseguenze positive e negative che ne abbiamo ricavato. Raccontando potremmo scoprire molte cose. Analizziamo l’episodio cerchiamo di capire il tipo di convinzioni che ci hanno portato ad agire così. Come invece ci comporteremmo oggi e quale sarebbe la scelta migliore, cioè quella più etica.

E se scoprissimo che nostro figlio è negato per qualcosa che noi sappiamo fare bene, oppure l’incontrario, se lui fosse molto più bravo di noi in qualcosa?

 

 

Nel secondo caso, ricordiamo che noi per i nostri figli siamo degli eroi, capaci di ogni impresa. Diciamolo, a tutti fa piacere avere dei fan, ma quando loro diventano più bravi di noi in qualcosa, alcuni genitori cercano di rimanere all’altezza del loro ruolo e essere superiori, si arrampicano sugli specchi, accampano scuse o entrano in competizione.

Per cui quella che per il figlio era una passione può diventare uno scontro con il genitore e rovinare il rapporto. Altri invece tendono a sminuire l’operato del figlio, con il risultato che si finisce per demotivarlo.

In realtà la cosa “semplice” da fare è valorizzare il figlio per ciò che è, insegnare l’autonomia, la responsabilità e accettare che siamo tutti diversi, con i nostri punti di forza e le nostre debolezze. Se noi per primi li accettiamo sarà un ottimo esempio per i nostri figli.

 

Nel caso invece è il bambino a essere negato in qualcosa in cui noi eccelliamo?

 

Beh se abbiamo fatto come descritto prima, e non abbiamo mai nascosto i nostri limiti al figlio, sarà semplice anche per lui accettare di non essere portato per una cosa. Non ne farà un dramma dato che non sentirà il peso di dimostrarci di essere come noi.

Insegniamo ai nostri figli ad accettarsi per quello che sono e hanno, facendolo noi per primi. Insegnando anche a migliorarsi continuamente. Accettare sia la base da cui partiamo, ringraziando per quello, sia i piccoli progressi. Altrimenti non saremo mai felici e vivremo sempre inseguendo una soddisfazione, una felicità che si trova un passo più avanti di dove ci troviamo. E questa è la formula perfetta per l’eterna insoddisfazione e infelicità.

 

 

Una fonte di nutrimento per lo spirito

 

La fonte primaria di nutrimento di corpo e mente è lo spirito. Qui è troppo lungo dilungarci e ne riparleremo in altri articoli. Riflettiamo solo su come una componente della spiritualità sia l’amore che noi per primi con il nostro esempio, con la nostra generosità e attenzione dobbiamo mostrare e indicare.

La sensibilità e l’affettività fanno parto dell’amore, amore per la Vita, per il prossimo, per l’ambiente e la natura, una continua scoperta, gioia e gratitudine per quello che ci circonda. È il profumo di un fiore, l’abbraccio di un bambino, le foglie dell’albero colorate di arancione in autunno. È il sapersi meravigliare, il voler conoscere ed esplorare le piccole, quotidiane esperienze che viviamo e che incontriamo.

Senza amore e affetto un bambino non cresce. Se privato di questi sentimenti svilupperà gravi disturbi evolutivi, si tratta di casi rari, bambini separati dai genitori e lasciati senza cure amorevoli, senza esempi di una famiglia unita. E forse, non potrebbe essere anche una piccola privazione d’amore tutte le ore che i bambini trascorrono in asili o con babysitter?

“Per i bambini piccoli essere portati, cullati, accarezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più. Se viene privato di tutto questo e dell’odore, del calore e della voce della madre che conosce bene, il bambino, anche se gonfio di latte, si lascerà morire di fame” -F. Leboyer-

 

 

Nulla è scontato

 

Non diamo per scontato l’amore o l’affetto, nel forte legame fra genitori e figli, solo perché è nostro figlio e “ce lo deve”. È un rapporto che si costruisce e rinnova ogni giorno. Non è come un diploma da appendere. Non è una promessa fatta un giorno di qualche anno fa a creare un vero matrimonio, ma l’impegno costante di offrire valore alla coppia e alla famiglia.

Un figlio può continuare ad amare anche un genitore che lo tratta male e lo picchia, così come un genitore può continuare ad amare un figlio che lo tratta male, lo picchia e lo sfrutta. Ma quando questo legame, anche se non è salutare, si rompe ricucirlo e portarlo ad una vera relazione di valore, può essere molto molto duro.

Non diamo per scontato l’amore e il rispetto che ci deve sempre essere.

 

Il rispetto perché siamo persone e il rispetto perché ce lo siamo guadagnati con le nostre azioni. È con i nostri comportamenti che ci meritano il rispetto dei figli, più che le parole o il fatto che ci sia dovuto perché siamo i loro genitori. Non ci è dovuto nulla, è una rapporto che si crea, matura e si salda giorno dopo giorno. Spetta a noi mettere le basi per saldarlo al meglio.

Se questo rispetto si incrina, il rapporto può arrivare a spezzarsi.

 

Per poter amare gli altri dobbiamo prima di tutto amare noi stessi

 

Se si perde il rispetto si perde anche l’amore, e questo vale anche per noi stessi. Se perdiamo il rispetto per noi, la stima per noi, smettiamo di amarci e questo, può portare ad atteggiamenti negativi.

Non riusciremo mai ad accettare i limiti degli altri, i loro difetti, i loro successi, le loro gioie, le loro conquiste, se prima non accettiamo le nostre. Questo è una conseguenza di un nostra buona autostima e del sentirci abili.

Ed è questo che dovremmo insegnare ai nostri figli e se saremo in grado di farlo avremo fatto a loro un immenso dono.

 

Quindi cosa c’entra tutto quello che abbiamo scritto, in relazione al regalo più importante che puoi fare a tuo figlio? 

 

C’entra eccome dato che per trasmettere tutti questi insegnamenti occorre dedicare tempo e attenzione ai figli. Non è vero che il tempo non c’è, il tempo si trova, anziché guardare la tv alla sera si trascorre un’ora soli con loro, senza distrazioni esterne, a giocare, chiacchierare ed ascoltare. Osserviamo i loro cambiamenti dai quali potremmo dedurre molte indicazioni, ridiamo con loro, non mostriamoci indifferenti verso i loro momenti di tristezza o rabbia.

Sono persone, non sono bambini da badare o membri si serie B della famiglia, coinvolgiamoli in tutte le attività che riguardano la famiglia alle quali possono dare un loro contributo, e che li riguardano.

 

Insegniamo loro che i problemi di uno sono i problemi di tutta la famiglia e le gioie di uno sono le gioie di tutta la famiglia.

 

 

In conclusione,

 

Se è vero che:

Gli aspetti fondamentali dello sviluppo del figlio sono corpo, mente e spirito.

Per quello che concerne il corpo e la mente, potremmo anche in parte fare affidamento su aiuti esterni come insegnanti, palestre, attività sportive e giochi con compagni.

Per insegnare loro l’amore e la vita spirituale, la maggior parte del lavoro è sulle nostre spalle.

E quindi spetta a noi assicurarci che abbiano le giuste attenzioni di affetto, di esempi positivi, di grandi ideali in cui credere e sentirsi realizzati. Dei modelli di vita che mostrano come si può vivere bene, con etica, superando le difficoltà della vita terrena. Avendo come riferimento lucente la visione spirituale.

Allontana tutti gli esempi negativi di personaggi famosi moderni, confusi e provocatori, scegli le vite dei Santi e dei Maestri. Sono tutti ottimi esempi con i quali condividere una sana lettura serale. Come la pratica della preghiera giornaliera.

Certamente, il bambino, crescendo inizierà ad ampliare i suoi legami affettivi, prima con gli amici, gli insegnanti e poi i primi morosi. Nel saper gestire questi legami, quali figure allontanare e quali ricercare, saranno fondamentali la capacità che il figlio avrà sviluppato. Attingendo dalle relazioni e insegnamenti che i genitori hanno avuto e fondato con lui.

Genitori consapevoli che hanno realizzato e mostrato ai figli come si costruisce una famiglia sana, che crede nei valori, li comunica, li condivide, e si pone degli obiettivi etici.

 

  • E tu pensi di dedicare a tuo figlio tutto il tempo di qualità che si merita?

 

  • In quale di queste 3 aree sei più presente?

 

Ciao alla prossima 🙂

Silvia