In quali modi, anche inaspettati, come genitore puoi esasperare tuo figlio? Parte 2

 

Nella prima parte dell’articolo sui 25 modi in cui i genitori possono esasperare i loro figli abbiamo analizzato le prime 16 situazioni. Dal non riuscire a mantenere la calma, al non tenere uno stile educativo coerente, hai notato una volta di più, come sia complesso il mestiere del genitore. Complesso certo ma tu sei all’altezza di questo compito, sei un essere spirituale e con la giusta preparazione ed abilità puoi riuscire a crescere un figlio che possa esprimere il suo massimo valore nel mondo.

L’educazione di un bambino è molto complessa, comprende abilità che non sono insegnate a scuola. Solitamente si utilizza l’esempio ricevuto, ma non sempre può essere funzionale ad una crescita ottimale fisica, mentale e spirituale. Imparare a comunicare correttamente, con chiarezza richiede addestramento o il bambino rischia di andare in confusione e non comprendere.

Se tuo figlio non capisce un tuo comando, insegnamento o regola, non dare per scontato che sia colpa sua, che sia distratto. Rifletti e analizza sul tuo modo di comunicare, sulla tua efficacia nel trasmettere i tuoi concetti. Prova altre strade, altri esempi, altre forme.

Esasperare un figlio, ripetere continuamente le stesse cose, può portare il bambino a diventare indifferente alla tua voce. Anche se gli stai comunicando situazioni importanti lui ormai ti associa a chi lo stressa e provoca ansia. Il classico atteggiamento di quando una cosa entra da un orecchio ed esce dall’altro, senza lasciare traccia nella sua mente.

Ogni tua parola è una comunic-azione, perché appunto fa fare un azione, induce un comportamento, implica delle conseguenze: positive o negative. Quando comunichi, scegli le parole che vanno verso i tuoi valori e verso l’obiettivo che vuoi raggiungere.Così facendo penserai attentamente alle frasi da utilizzare. Anche questo richiede esercizio, sopratutto quando capitano situazioni stressanti e l’ultima cosa a cui si pensa è fermarsi a riflettere. 😉

Fatta questa premessa procediamo da dove eravamo rimasti con l’elenco.

Ora eccoci qui alla seconda parte, sono 9 spunti di riflessione ed il motivo è perché ogni punto ha richiesto una spiegazione più approfondita rispetto ai precedenti.

 

I 25 modi in cui i genitori possono esasperare i loro figli, le 9 mancanti:

 

 

#9 Disciplina in pubblico

Punire il bambino facendolo sentire ridicolo davanti agli amici rende il bambino triste, scoraggiato e perfino ostile. E’ molto imbarazzante e fastidioso per i bambini essere ripresi davanti alla gente. A volte il pericolo che questo sia fatto a beneficio degli “spettatori” piuttosto che per il figlio. Come genitore non vuoi passare per quello che permette ai figli di farla franca, ed è per questo che è difficile importi di non esporre il tuo bambino alla vergogna e pubblica umiliazione.

Pretendere le buone maniere in pubblico può essere umiliante per i bambini e persino per alcuni offensivo, dire ad esempio anche il solo ripetere continuamente: “Devi dire ‘Grazie’ alla zia” o “Come si dice?”

Non è così che si insegna la disciplina, non castigando i bambini di fronte ai loro amici, ricordando loro un incarico, o usando un dito rimproverante. Tutto questo può metterli terribilmente a disagio.

 

#8 Soprannomi e nomignoli

Sicuramente è sbagliato per i genitori chiamare i figli  con nomi tipo stupido, cretinetto, ciucco, peste, ranocchio, nano, oca e altre variabili regionali e sarebbe opportuno astenersi. Possono essere come le gocce che, finché sono poche non ci fai caso, e nella fase iniziale potrebbe essere divertente, ma poi diventa irritante, fino a svilupparsi in un vero e proprio tormento.

Lo stesso vale anche per termini affettuosi. Certo ci sta di chiamarli a volte tesorino, amorino, ma alcuni nomi, che noi pensiamo essere affettuosi potrebbero essere troppo grandi da sopportare per i bambini nel lungo periodo. Ogni tanto si sente in giro il mio principino, la mia principessina, vieni qui tesorello, ecc termini che per noi sono affettuosi alla lunga possono cominciare a infastidire.

Una volta abbiamo sentito una madre chiamare la figlia “Ehi bellissima principessa” e lei rispondere “Sì da due soldi, non sono bellissima” . E poi la madre ha accusato il colpo, e senza discutere ha eclissato l’argomento.

Questo fa riflettere sul fatto che il significato che i genitori corrispondono alle parole non è sempre quello che danno i figli. Per esempio le ragazze alte che son sempre definite come: arriva la lunga, come sei lunga, la nostra altona, ecco se anche per il genitore sono frasi simpatiche, per questi ragazzi, che ci convivono da anni, può diventare irritante.

Inoltre considera che se tu decidi di eliminare questi nomignoli, ci potrebbero essere altri amici e parenti che continuano ad appellarli così.

Se hai chiamato il tuo bambino con un nome è importante, ed è giusto chiamarlo così.

 

#7 Etichette

I nomignoli possono presto e facilmente trasformarsi in etichette. Non devi sottovalutare il potere che hanno le tue parole. I bambini fra di loro possono chiamarsi l’un l’altro con dei nomignoli e sanno che è uno scherzo, mentre se a farlo sono la madre o il padre, i loro insegnanti o allenatori ecco che se questa parola stupido assume un altro significato. Non è più scherzoso, perché tu sei l’adulto di riferimento, sa che lo conosci bene e sei la sua guida.

Etichettare la personalità di un bambino potrebbe portarlo ad avere scarsa autostima in futuro, quando sarà un adolescente, oltre ad una incomunicabilità e persino alla depressione.

Dire che: Il nostro bambino “pigro”, o “goffo”, “timido”, “sensibile” “peste”? Hai mai pensato che potrebbe essere il frutto di una profezia che si è auto-avverata? Se tu vedi il tuo bambino in una particolare maniera, ne parli con parenti e amici in tale modo, allora puoi proprio correre il pericolo che il bambino assuma automaticamente il ruolo che tu gli hai trasmesso.

Cercare di non etichettarlo mai in sua presenza non è sufficiente, dato che quello che senti e pensi è quello che gli trasmetti a livello più inconscio.

 

 

#6 Violenze verbali

Le parole sono molto potenti. Le parole scritte hanno un grande peso, e le parole dette a voce sono estremamente potenti. Le parole possono incoraggiare e rafforzare. Le parole possono anche ferire ed essere taglienti come coltelli.

Quando ci si sofferma poco sul pensare alle conseguenze che le nostre parole possono avere sul bambino e su come lo possano influenzare, si può correre il rischio di dire cose che danneggino molto il futuro ragazzo.

Fra le parole che utilizziamo in modo leggero potremmo includere anche cose che ci sembrano non gravi come il richiamo “Andiamo! Dai! Veloce!” per il bambino che è si sta vestendo da solo. La sentenza “Stai zitto!” per il bambino che parla troppo forte. Queste frasi portano a un progressivo logoramento dello spirito audace del bambino portandolo a perdere molta autostima.

In oriente si parla di “morte dai mille tagli” riferendosi a tutte le ferite causate dalle parole quotidiane in ogni loro forma. Tali parole possono causare il declino della vitalità, impegno e voglia del ragazzo.

Altri esempi:

Anche parole dette per scherzo o in forma di presa in giro. Se un bambino dice: “Da grande voglio fare il chirurgo!” e come risposta da noi riceve “ Non sei nemmeno capace di tagliare il pane dritto. Non hai visto anche che casino combini quando usi la pasta di sale!”

O il ragazzo che sogna, “Voglio essere un vigile del fuoco!” e si sente dire: “Ma non sei nemmeno capace di centrare il gabinetto!”. Questi, se ripetuti, sono esempi che tolgono le speranze e i sogni di un bambino, e non è qualcosa che tu, come genitore, vuoi fare.

Forse è meglio che questo tipo di scherzi siano lasciati al parco giochi, un bambino ha bisogno di tornare a casa e di avere un rifugio sicuro. Sapendo che quello che gli viene detto a scuola può essere preso a cuor leggero dato che sono amichetti, mentre mamma e papa credono in lui.

In sintesi un genitore che usa parole ingiuriose e offensive, può crescere un bambino arrabbiato, il quale a sua volta può diventare un adulto pieno di rabbia. Non si può negare che se un bambino viene continuamente sottoposto a urla, umiliazioni psicologiche, critiche ne esca senza avere lo spirito disturbato. Ad esempio nelle vite dei Santi abbiamo esempi di bambini cresciuti in famiglie accumunate da grandi valori, dall’etica e dalla bontà.

Come già detto questo è solo un piccolissimo spunto di riflessione.

 

#5 Usando la forza fisica

L’autorità dei genitori non dovrebbe mai sfociare in percosse fisiche. Nessun bambino dovrebbe mai essere sottoposto a punizioni fisiche. L’uso delle mani non ha posto in famiglia. Un genitore dovrebbe chiedersi quale sia la giusta disciplina da tenere che non abbia effetti negativi sul figlio. La classica frase “Mio padre mi cresciuto ha ceffoni e poi guarda come sono cresciuto bene!”, siamo proprio sicuri che sei diventato una persona etica, generosa e nobile?

Nessun bambino dovrebbe sentirsi spaventato, rifiutato dai propri genitori o sentire che essi sono cattivi.

Siamo convinti che un non esista una sola buona ragione per alzare le mani sul figlio, dare sculacciate, usare pantofole o spazzole.

Se gli mostri che le cose si possono risolvere con la violenza, come credi che risolverà poi i suoi problemi con gli amici, partner, con i parenti e genitori?

 

#4 Essendo eccessivamente puntigliosi

Questo punto è riferito a quei genitori che puntualmente montano un sacco di moine per ogni cosa, infastidendo i figli su questioni veramente banali. Spesso i figli sono fin troppo bravi a sopportare tutto e non dare a vedere lo stato d’animo in cui si trovano.

Essere ripetitivo, prolisso, fastidioso, raramente ferma il bambino dal fare quello sta facendo. Lui ha già anticipato quello che farà e ciò a cui deve stare attento, se l’hai preparato sia con l’esempio che con le regole e gli insegnamenti.

Facendo così stiamo impedendo a nostro figlio di assumersi le responsabilità per le proprie azione.

Questo potrebbe includere le immancabili parole di avvertimento – ogni penna o una matita che viene raccolta è accompagnato con il promemoria di non scrivere sui muri, di non farle cadere o di non correre con queste.

Ogni presa di corrente è pericolosa, ogni radiatore e forno sono caldi, ogni passo è continuo sentirsi di “state attenti”. Forse, l’unico pensiero del tuo bambino “na, na, na, na, na, na, na, na, na” con una soglia di attenzione bassissima su ogni tua parola.

Se hai il sospetto di essere assillante, beh probabilmente è perché lo sei. 😉

#3 Le Minacce e le Tangenti

“Se fai questo … allora …”, “Aspetta che tuo padre torni a casa poi vedi.”

Le previsioni su come il bambino andrà a finire se continua a comportarsi in questo modo proseguono con: “Non andrai mai da nessuna parte con dei voti del genere.” “Non diventerai mai nessuno se…”, “Se continui a comportarti in quel modo si finirai sicuramente nei guai”

Promettendo a un bambino sberle o qualche altra punizione.

Mettersi a contare, fino a un qualsiasi numero, è percepito come una minaccia. Le minacce hanno molta probabilità di essere percepite e accolte come una sorta di sfida, traducendosi più o meno così,  “Vediamo se ci provi!”

La corruzione è la promessa di una ricompensa se qualcosa è compiuto. Ad esempio dolci per buona condotta. Il problema di questo comportamento potrebbe essere che il bambino farà qualcosa solo per la promessa di una ricompensa. Senza comprendere che è utile a lui quel comportamento.

Il pericolo aggiuntivo del “Se…” è il messaggio che si invia: “Io non credo che tu puoi farlo senza questo mio ricatto”. Ciò potrebbe, a sua volta, portare un bambino a mettere in dubbio le proprie capacità.

Soprattutto, un bambino, non dovrebbe mai essere minacciato di abbandono. E lasciarsi scappare frasi del tipo “Va bene, resta pure qui che noi andiamo via senza di te.”

O scherzosamente, “Bene, sto chiamando il servizio di rimozione, che verranno e portarti via.”

Minacce inutili di questo tipo creano nel bambino la paura di essere abbandonato.

 

 

#2 Dando la colpa, accusando

“Mi rispondi sempre indietro”, “Tu non ascolti mai”, “Sei un vero e proprio imbarazzo per me.”. Frasi come queste possono incoraggiare un clima di colpa e accusa. Queste frasi si concentrano sull’individuo, piuttosto che sul problema da affrontare.

Incolpare e accusare attraverso domande retoriche, può anche essere un invito a mentire. Il genitore sa la risposta a quel fatto, ma la chiede al suo bambino per vedere quale risposta ottiene.

Può essere fonte di confusione e ansia per un piccolo bambino essere di fronte a questa situazione senza avere la possibilità di vittoria. La classica frase: “Chi è stato? Chi l’ha fatto?”

Sono domande che raramente porteranno ad un risultato soddisfacente per entrambi.

 

#1 Lodando troppo

Si potrebbe pensare che la lode di qualsiasi tipo sia una buona cosa.

Tuttavia, generali e non specifiche lodi, come- “Sei un bravo ragazzo”, “Sei sempre così gentile con tua sorella” – potrebbe provocare tensione e comportamenti sbagliati.

Un bambino può non essere in grado di accettare e gestire questo tipo di lode, perché magari la propria idea di se stesso è molto diversa.

Prova su te stesso: “Sei un grande padre!” o “Sei una grande madre!”. Come si fa a gestire una frase come questa? Magari non ti sentivi così grande quando hai mandato il figlio dai nonni perché dovevi trascorrere le serate fuori con gli amici a bere e mangiare. Oppure quando hai risposto negativamente ad una sua richiesta di comprensione, o senza pensarci hai pronunciato parole che l’hanno offeso, o l’hai trattato male davanti ai suoi amici.

E tu sai che probabilmente non sarà l’ultima volta che lo farai. Ora immaginate un bambino che cerca di far fronte a questi situazioni ed emozioni.

D’altra parte, una mancanza di lode può anche portare a insicurezza. A volte lodando in un modo nuovo, o non lodandolo affatto, il bambino può venire a conoscenza di un nuovo concetto educazionale del modo in cui noi genitori pensano e parlano. Una lode efficace è quella che mette l’attenzione su ciò che il bambino ha fatto e realizzato, piuttosto che sul suo aspetto fisico, o sul suo carattere in modo generico.

 

Conclusioni

 

Eccoci al termine di questa esplorazione sui 25 modi in cui i genitori possono esasperare i loro figli. Sicuramente l’elenco potrebbe essere ancora lungo, ti invitiamo a scrivere nei commenti se ne hai altri da condividere con noi.

Come già detto questo articolo vuole essere uno sprono, un avvio per una ricerca maggiore. in poche righe non è possibile trattare temi che richiedono molto più spazio.

Ti invitiamo in ogni caso a valutare che ogni parola e azione che compi produce delle conseguenze, nel medio e lungo termine. Tornare indietro e rimangiarsi ciò che si è detto non sempre è possibile e poche volte risolve la situazione. Magari superficialmente sembra passata, ma lascia dei solchi più profondi.

Se credi che sia sempre colpa sua, che i suoi comportamenti siano frutto solo di come lui è, ecco che non migliorerai mai la tua capacità di ascolto e analisi. Ti negherai la possibilità di evolvere come persona e nel rapporto con la tua famiglia.

Per cui il nostro invito è di prenderti del tempo per analizzare questi comportamenti e ciò che possono causare nella tua famiglia.

Un bravo figlio non nasce mai dal caso, non è un fungo nel bosco. Cresce da persone che hanno vissuto rettamente, che sono state la sua luce, guida e speranza. 🌟

Fermati, analizza e poi agisci perché il futuro della tua famiglia dipende dalla grandiosità che esprimi come genitore. Trova la pace nel cuore. ❤️

 

Ciao alla prossima 🙂

Silvia e Manuele